Strada dei Vini D.O.C. Lison Pramaggiore

loghi istituzionali
primo piano di un grappolo di uva bianca

Mercoledì 23 gennaio 2013 si è tenuta presso l’az.a gr. LE CARLINE di Pramaggiore la tavola rotonda dedicata al “mondo bio” per iniziare a dare e avere una giusta informazione di ciò che sta cambiando nel mondo del Vino Biologico e per tentare di chiarire eventuali dubbi sui concetti di agricoltura convenzionale, biodinamica, naturale e  biologica.
L’altro tema protagonista della giornata ha riguardato la forte relazione, scientificamente provata, che sussiste tra la scelta di un’alimentazione sana e biologica e il benessere che ne deriva per l’organismo.

Hanno partecipato all’incontro: la Dott.ssa Cristina Micheloni, agronomo, vicepresidente AIAB e coordinatrice scientifica del Progetto Orwine; la quale ha affrontato la questione normativa ed in particolare come siamo arrivati, dopo 20 anni di lunghe discussioni, al nuovo Reg. CE 203/2012; l’enologo Orazio Franchi, che ha spiegato le novità che quest’ultimo regolamento ha portato in cantina
il dott. Massimiliano Degenhardt, laurea in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Padova nel 1979, si è poi formato in agopuntura, elettro-agopuntura, manipolazioni vertebrali e omeopatia, il quale ci ha aiutato a comprendere l’importanza che gli alimenti biologici hanno per l’equilibrio e il benessere psicofisico;
il dott. Paolo Chinellato, sommelier delegato AIS Venezia e biologo, che ha illustrato le diverse esperienze sensoriali dei vini convenzionali e biologici, accompagnando i presenti in un percorso guidato di degustazione di due anteprime dei vini senza solfiti aggiunti Le Carline dell’ultima annata, la Dott.ssa Marcella Tresca e Alessandro Strada, produttori di prodotti BIO, nell’azienda agrituristica Cà di Rico di Dovadola (FC), partner in questo evento, che ci ha deliziati con un ottimo buffet sapientemente preparato dal suo staff di cucina.
A moderare l’incontro la Dott.ssa Cristina Collodi, esperta in marketing e comunicazione.

“Noi produttori di vino biologico” – afferma Daniele Piccinin, padrone di casa e produttore “bio” da più di 25 anni – “non abbiamo la pretesa di dire che il nostro vino è migliore degli altri, ma chiediamo con forza che ci sia correttezza da parte di tutti, e che arrivi un’informazione più esaustiva su cosa contengono e su come vengono prodotti i vini naturali, biodinamici e biologici”.

Soddisfazione dunque per questo primo simposio, che è riuscito a coinvolgere figure autorevoli e un pubblico partecipe e attivo.

Il riscontro positivo fa prevedere che ci sarà un seguito, sia perché questi temi sono in continua evoluzione, sia perché si avverte la necessità di non incorrere nell’errore  che il vuoto normativo che ha caratterizzato il vino biologico per anni si propaghi anche dal punto di vista informativo.

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